Benedizionale

​Benedizione Annuale  delle famiglie 

Benedizionale 434-437
«In qualunque casa entriate, prima dite Pace a questa casa» (Lc 10, 5).

Così si esprime, in modo chiaro e preciso il benedizionale: 

La benedizione pasquale è una tradizione preziosissima, che nessun sacerdote può prendersi la libertà di lasciar cadere. Al contrario, essa dovrebbe configurarsi il più possibile, sempre nel rispetto della sua essenziale natura di rito, in un vero incontro pastorale con la famiglia. 

Così, seguendo una prassi cara e antica i nostri sacerdoti entreranno in quasi tutte le case delle nostre Parrocchie a portare la Benedizione di Dio e il ricordo del Battesimo con lacqua, benedetta la notte di Pasqua.

Una piccola cerimonia dal grande significato per chi si guarda al di là delle apparenze, cioè con lo sguardo della Fede. Il Dio della Liberazione dalla schiavitù dellEgitto, il Dio della Risurrezione di Gesù, passa ancora nelle nostre case e nella nostra vita per sostenerci nel cammino faticoso della liberazione dal male sia sociale sia personale. 

Durante la visita alle famiglie i presbiteri possono favorire una migliore conoscenza tra il pastore e la propria gente; hanno lopportunità di costatare come accanto alle gioie vi siano anche tante croci e tante difficoltà sia nella salute sia nelle relazioni con le persone.

La visita pasquale è occasione per un discreto annuncio evangelico, per ravvivare esperienze di preghiera e di ascolto della parola di Dio, per sollecitare la collaborazione alla vita della comunità. 

La Benedizione pasquale è anche un richiamo e un momento di riflessione comunitaria sul come viviamo insieme e su che cosa scegliamo per il futuro della comunità parrocchiale. E, altresì, propizia occasione  per incontrare tutti ed avere un reale polso della vita spirituale e concreta degli abitanti della Parrocchia. Certo come, si legge nel Benedizionale, è evidente che trattandosi della Benedizione annuale alla famiglie si richiede la presenza dei suoi membri.

Per cui non si deve fare la benedizione delle case senza la presenza di coloro che vi abitano. Per quanto sia importante il significato della benedizione alla casa, come luogo in cui vivono i fedeli battezzati, è certo che la Chiesa intende benedire le persone che vi abitano oltre ché la dimora stessa delle persone.

Non si può mai dimenticare che la benedizione di persone, della mensa, di oggetti, di  luoghi è lode di Dio e preghiera per ottenere i suoi doni. In Cristo, i  cristiani sono benedetti da Dio Padre “con ogni benedizione spirituale ” (Ef 1,3). Per questo  la Chiesa impartisce la benedizione invocando il nome di Gesù, e facendo normalmente il  santo segno della croce di Cristo.  (CCC 1671) 

Lo spirito originario della benedizione annuale delle famiglie nella casa era  quello di portare la grazia della Pasqua in tutte le famiglie e di pregare insieme nelle case. Negli ultimi anni, per varie motivazioni, si è consentito la benedizione impartita dal capo-famiglia o da un dei membri della medesima, recuperando in tal modo la fonte, la sorgente di benedizione della casa che è il sacramento del matrimonio e la famiglia. Dando a tutti – vedove e single – la possibilità di benedire la casa diventa anche un modo per superare il concetto di benedizione come qualche cosa di magico, automatico o scaramantico ed a recuperare la famiglia come una realtà fatta da Dio, già da lui santificata e fonte di benedizione.

Ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica: “Ai fedeli ben disposti è dato di santificare quasi tutti gli avvenimenti della vita per mezzo della  grazia divina che fluisce dal mistero pasquale della passione, morte e risurrezione di Cristo, mistero dal quale derivano la loro efficacia tutti i sacramenti e i sacramentali; e così ogni uso onesto delle cose  materiali può essere indirizzato alla santificazione dell’uomo e alla lode di Dio”. (CCC  1670)

Santa Famiglia di Louis e Zelie Martin, pregate per noi.

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